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MISSION


Conservare e promuovere il patrimonio storico-artistico di Albissola Marina, valorizzandone l’integrazione all'ambiente urbano e naturale e potenziando la sua tradizionale sinergia con le attività artigianali locali

Gestire le collezioni artistiche comunali e le attività culturali ad esse connesse secondo criteri di sostenibilità e virtuosità nei confronti del territorio, promuovendo all’esterno l’arte e la storia di Albissola Marina e portando all’interno le espressioni più elevate dell’arte e della cultura contemporanea internazionale.

 

VISION


Vogliamo trasformare la consapevolezza di vivere e lavorare in un luogo d’elezione e unico per l’arte contemporanea, in un progetto a lungo termine per un Museo nato dal territorio e cresciuto nelle pieghe di antiche tradizioni, avanguardie artistiche e specificità culturali.

Un Museo aperto e inclusivo così come sono sempre state le manifestazioni e le opere d’arte concepite e realizzate ad Albissola Marina dai grandi maestri internazionali, dai giovani emergenti e dalle maestranze artigiane.

Un Museo diffuso è per noi un sistema di gestione, oltre che di fruizione, dei beni culturali del territorio; per questo ricorriamo a professionisti qualificati nelle diverse aree di necessità del Museo, nei campi della salvaguardia, dello studio e della comunicazione dell’arte.

Un Museo da vivere e scoprire così come si vive e si scopre da oltre un secolo il paese stesso di Albissola Marina: nella sua commistione vincente tra turismo, arte contemporanea e cultura del territorio.

Un Museo diffuso che incanala e veicola nelle sue linee programmatiche le migliori e più propositive iniziative private, aventi come scopo la conoscenza e l’incremento dell’arte come bene primario per la coesione e lo sviluppo della comunità locale e della società.

 

ANATOMIA DEL MuDA (dalla collina al mare)

• Casa Museo Jorn

• MuDA Centro Esposizioni

• Fornace Alba Docilia

• Sculture, fregi architettonici e opere d’arte applicata all’aperto

• Luoghi di interesse storico-artistico

• Lungomare degli Artisti

 

 

Il PROGETTO IN 100 PAROLE


Il MuDA è un progetto triennale di sviluppo avviato nel 2011 dal Comune di Albissola Marina, Assessorato alla Cultura. Il progetto, affidato all'Università degli Studi di Genova, è stato diretto da Franco Sborgi (professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea), curato da Luca Bochicchio (PhD AdAC Archivio d’Arte Contemporanea Università di Genova), in collaborazione con Regione Liguria, Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Liguria, Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria, Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo (Università di Genova), con il contributo della Fondazione Agostino Maria De Mari Cassa di Risparmio di Savona.

 

Fasi operative

2011

organizzazione di un convegno di studi sul problema della conservazione della ceramica contemporanea all’aperto
attività di diagnostica XRF sul Monumento ai Caduti di Leoncillo
catalogazione del patrimonio artistico comunale con il sistema informatico dell’ICBC della Regione Liguria
2012

inventariazione dei fregi ceramici all'aperto privati ma esposti in luoghi pubblicidefinizione della grafica e del logo del museostudio e definizione degli strumenti multimediali più idonei alla fruizione del museo diffusostudio dei percorsi museali all’interno del territorio urbano

2013

attività di ricerca sul Lungomare degli Artisti
attività di ricerca sulla collezione comunale
attività di ricerca specifica per l’allestimento della Casa Museo Asger Jorn
test di materiali e tecnologie per il restauro della scultura Tuberie di Antonio Siri
strutturazione del sito web del museo
2014

messa a punto degli allestimenti museali, del museo virtuale, della segnaletica e del sistema di gestione del museo diffuso

  

COME QUANDO E PERCHE’


Come Il MuDA nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di Albissola Marina di dotare questo territorio di una serie coordinata di strumenti e strutture museali in grado di rendere fruibile l’antico centro ceramico come un vero e proprio museo a cielo aperto.

L’ampia e capillare diffusione sul territorio albisolese di siti e opere di interesse storico-artistico e la stretta integrazione di queste ultime al tessuto urbano e ambientale hanno incoraggiato la formula del Museo Diffuso. Dal momento che Albissola Marina presenta già di per sé molte caratteristiche dei musei all’aperto o ecomusei, l’ipotesi di musealizzare l’antico borgo dei ceramisti era già stata considerata in passato, purtroppo senza concretizzarsi.

Con l’insediamento, nel 2009, della giunta comunale del sindaco Nicolò Vicenzi, l’affidamento congiunto degli assessorati del turismo, della cultura e dei lavori pubblici è stato visto dal vicesindaco Gianluca Nasuti come un’opportunità per rilanciare l’idea del museo all’aperto.

Quando Nella primavera 2010 il Comune di Albissola Marina ha quindi richiesto l’intervento della cattedra di Storia dell’arte contemporanea dell’Università degli Studi di Genova (all’epoca diretta da Franco Sborgi, professore ordinario della disciplina) per formulare un progetto triennale di sviluppo per la realizzazione del Museo Diffuso di Albissola Marina. Il progetto di sviluppo triennale venne approvato all’unanimità dal consiglio comunale alla fine del 2010 e divenne operativo a partire dal 2011.

Perché La sproporzione tra la grande quantità di beni culturali presenti sul territorio e le piccole dimensioni della cittadina di Albissola Marina è una delle cause della difficoltà di gestire al meglio questo grande patrimonio artistico pubblico. Un’altro nodo è costituito dalla varietà e dall’originalità delle tipologie di opere d’arte e beni culturali.

Da una analisi preliminare del contesto è emersa subito la necessità di predisporre una piattaforma di gestione integrata (tra le diverse istituzioni pubbliche coinvolte e i soggetti privati attivi sul territorio) volta in primo luogo a garantire la conservazione e la corretta lettura delle opere d’arte diffuse e fruibili in spazi pubblici. Le opere all’aperto (di proprietà pubblica e privata) si presentavano infatti come:

sculture in metallo e ceramica esposte agli agenti atmosferici e all’aerosol marino
pannelli e fregi ceramici integrati alle architetture del paese
elementi di arredo urbano prevalentemente in ceramica
I siti museali veri e propri, di proprietà pubblica, si presentavano nel 2010 in diversi stadi di conservazione e allestimento, dal grado zero della Casa Museo Asger Jorn (sulla collina dei Bruciati, allora in corso di restauro), al decadente assetto degli spazi espositivi di Via dell’Oratorio, fino all’appena restaurata Fornace Alba Docilia (in Via Stefano Grosso, nel cuore del centro storico).

Il tutto era delimitato sul fronte mare dal Lungomare degli Artisti, un’opera d’arte urbana collettiva, costituita da quasi un chilometro di mosaici pavimentali calpestabili.

A tutto questo si aggiungeva la collezione artistica comunale, oltre 350 opere d’arte distribuite in diversi luoghi di conservazione.

Ma l’idea di creare un Museo Diffuso andava oltre queste necessità, per così dire, tecniche e scientifiche. L’integrazione e la diffusione doveva avvenire in modo complementare ad un livello sociale, coinvolgendo manifatture e associazioni.

Ad Albissola Marina sono infatti presenti, vicinissime una all’altra, alcune manifatture ceramiche storiche che ebbero un ruolo cruciale nello sviluppo dell’arte del Novecento (Ceramiche Mazzotti, Fabbrica Casa Museo G. Mazzotti 1903, Ceramiche San Giorgio). Questi luoghi uniscono aspetti di interesse archeologico-industriale, architettonico e di design alla presenza di opere e documenti integrati agli spazi esterni e interni delle fabbriche. Inoltre si tratta di manifatture ancora attive e dinamiche.

Non meno importanti apparivano i luoghi e i siti di interesse storico-artistico, spesso vitalizzati dall’attività di associazioni culturali; come ad esempio la piazzetta medievale di Pozzo Garitta (sede storica di fornaci, studi di artisti e laboratori artigiani), la fornace di Nicolò Poggi e il Circolo Culturale Balestrini, che ospita una sezione permanente di opere e documenti dedicata allo scultore Agenore Fabbri. Le radici più antiche della storia del borgo dei ceramisti si presentavano poi intrecciate ai luoghi sacri e alle funzioni religiose, in parte ancora oggi visitabili e visibili nell’ossatura urbana del centro storico. La realizzazione del Museo Diffuso Albisola doveva passare attraverso l’inclusione di queste realtà e di quelle associazioni culturali dedite al rilancio dell’arte e dell’artigianato albisolese.

Infine, appariva necessario chiudere e rilanciare il cerchio virtuoso grazie alla collaborazione delle botteghe, delle associazioni di categoria e degli artisti professionisti. A tutti si intendeva dare spazio chiedendo, nello stesso tempo, di cogliere ogni opportunità creativa e commerciale che la gestazione e la creazione di un Museo Diffuso poteva dare in termini di incremento dell’attività economica legata al turismo, all’accoglienza e all’intrattenimento.

 

MuDA? ALBISSOLA o ALBISOLA ?


Dopo aver valutato e verificato diverse opzioni, la scelta del nome del museo è caduta sull’acronimo MuDA: Museo Diffuso Albisola. L’uso consapevole del termine generico “Albisola” da un lato asseconda la consuetudine affermatasi tra gli artisti delle avanguardie del Novecento, i quali quando si riferivano ad Albissola Marina in quanto luogo d’arte e di incontro usavano e scrivevano la parola Albisola, con una sola “s”. Dall’altro lato, pur trattandosi di un progetto promosso e finanziato dal solo comune di Albissola Marina, si è scelto di ricorrere a una denominazione aperta e rivolta all’unitario e complessivo comprensorio delle albisole, che per tradizione e cultura include quelle località limitrofe che rientrano nell’amministrazione del comune di Albisola Superiore

  

Albisola o Albissola?

”Anche se Albisola è divisa in tre parti, i turisti continuano a considerarla come un tutto unico, senza alcuna distinzione tra Mare, il Capo e Superiore, se non per il maggiore percorso costretti a fare per poterle raggiungere», così scriveva il giornalista Giorgio Sguerso sulle pagine del periodico “Liguria”, l’otto luglio 1955.All’epoca le Albisole si trovavano in vetta alle classifiche delle mete turistiche più ambite e amate in Italia. Pur costituendo, di fatto, un unico comprensorio territoriale e culturale, le Albisole sono divise in due distinti comuni,Albissola Marina e Albisola Superiore (che a sua volta comprende la frazione di Albisola Capo). Tradizionalmente le manifatture ceramiche e gli artisti di entrambi i comuni identificano la propria produzione come “albisolese” o di “Albisola”, con una sola “s”„ Giorgio Sguerso, La Marina di Albisola termina al Capo, in "Liguria", 8, XXII, luglio 1955.

 

 

DIFFUSO, APERTO, ECOLOGICO


Il MUSEO DIFFUSO è una tipologia museale diversa da quelle che prevedono la visita ad una o più collezioni all’interno di uno spazio architettonico “contenitore”.

Per Museo Diffuso si intende un insieme di beni culturali materiali e immateriali (opere storico- artistiche, spazi espositivi e collezioni, architetture e ambienti, attività e tradizioni, ...) che risultando distribuiti in modo naturale e omogeneo in un territorio circoscritto possono essere visitati mediante itinerari liberi o guidati attraverso il territorio stesso. In questo caso, quindi, il visitatore o il cittadino non visitano soltanto delle collezioni di opere d’arte e di oggetti ma “conoscono” e interpretano un territorio vivendolo, attraversandone il paesaggio e facendo esperienza, insieme alla comunità locale, del suo patrimonio culturale.

Come nel MUSEO ALL’APERTO o nell’ECOMUSEO, le maestranze del territorio, l’ambiente naturale e quello urbano sono parte integrante del MUSEO DIFFUSO, in quanto permettono di capire il patrimonio culturale del passato, alla luce delle attività e degli spazi ancora vivi nel presente.